Quando si va ad esaminare il costo delle infrastrutture per la ciclabilità urbana (piste, rastrelliere etc) si ha gioco facile ad evidenziare l'enorme vantaggio in confronto a qualsiasi altro intervento nella mobilità: cifre infinitesimali rispetto a nuove strade o loro rifacimento, parcheggi, etc per non parlare di busvie, tramvie, metropolitane, stazioni e linee ferroviarie etc.
Ancora più grosso è il vantaggio nel rapporto causa/effetto: la realizzazione di piste ciclabili offre immediatamente alternative valide per gli spostamenti quotidiani con miglioramenti netti su inquinamento, fluidità del traffico, vivibilità etc.
Questo però non significa che le piste ciclabili o altre infrastrutture costino un paio di lirette. Una trappola in cui cadono spesso sia i nemici della bici ("quanti soldi buttati via") che i suoi sostenitori e utenti ("come mai così tanto?").
Un valido orientamento sui costi reali delle varie tipologie di piste ciclabili si trova proprio in un ottimo documento di ambiente FIAB, scaricabile cliccando qui (*)
A secondo delle tipologie (si va dal minimo "vernice e cartelli" alla realizzazione ex-novo su terreni vergini) si oscilla fra i 30.000 e gli oltre 200.000 euro al chilometro - stime professionali risalenti ad alcuni anni fa e probabilmente da incrementare di qualche punto percentuali, ma sicuramente valide e fondate.
Quando si vanno a fare le pulci ad Uffici tecnici e Amministratori un ottimo ausilio dunque. Molto interessanti anche le caratteristiche delle varie tipologie di piste ciclabili (sicurezza, permeabilità etc) e indicazioni per i tipi di viabilità ordinaria in cui inserirle (grandi arterie, di quartiere, tempo libero e verde etc).
(*) Studio sui costi stimati di alcune tipologie di corsie e piste ciclabili (di Alberto Marescotti)
Altro documento molto interessante è quello della
Polinomia (azienda specializzata in progetti di mobilità): Linee guida per la progettazione delle reti ciclabili