giovedì 7 febbraio 2008
"La giunta non pensi che con la realizzazione della tramvia basti, da sola, a rendere più sostenbile la mobilità cittadina e a ridurre il traffico e l’inquinamento". Questo il monito lanciato dall'associazione FirenzeInBici, che, pur schierandosi insieme ai favorevoli alla tramvia sul fronte del NO ai referendum, non nasconde la propria forte insoddisfazione per come è gestita la mobilità nella nostra città.
"Siamo convinti assertori della mobilità sostenibile - dice Gianni Lopes Pegna, presidente dell'associazione FirenzeInBici - riteniamo che sia giusto sottrarre spazio al mezzo privato a motore e rilanciare il trasporto pubblico, per cui non possiamo che schierarci a favore della tramvia e per il NO al referendum. Ma riteniamo anche che il referendum porti ad una semplificazione eccessiva e a posizioni demagogiche ed ideologiche"
Lo scorso dicembre, proprio in vista della scadenza referendaria, insieme ad altre associazioni ambientaliste FirenzeInBici aveva presentato all'assessore Matulli un elenco di punti urgenti; ma dopo due mesi la risposta non è ancora arrivata. Era stato chiesto non solo un maggiore impegno contro le invasioni abusive di piste ciclabili e zone pedonali, ma anche nuove pedonalizzazioni (tra cui via Gioberti), più busvie e maggiore protezione per quelle esistenti, un piano dei motorini in centro e delle merci a livello cittadino.
"Spero che il 18 febbraio, il giorno dopo il referendum, segni una duplice svolta - conclude Lopes Pegna - in primo luogo mi auguro che segni la vittoria del NO, spazzando via gli ostacoli alla realizzazione di una rete forte di trasporto pubblico; ma soprattutto, spero che si possa finalmente tornare a parlare anche di tutti gli altri temi che sono sul tavolo in attesa di risposte dalla pubblica amministrazione."