giovedì 21 agosto 2008
di Valerio Parigi
Mentre a Firenze l'Ammiraglio Bartolini, comandante dei Vigili, e l'assessore alla "sicurezza" Cioni fanno guerra ai ciclisti razziando centinaia di bici legate a pali e transenne, il mondo (o almeno l'Europa civilizzata) gira per il verso opposto.
Focus, il secondo settimanale tedesco (di centro-destra, paragonabile a Panorama), dedica la copertina e ponderosi articoli alla bicicletta, invitando esplicitamente i cittadini lasciare la macchina a casa e pedalare.
Roba da iper-terroristi vicini ad Al Quaida dalle nostre parti, consenso trasversale allo schieramento politico in Europa: la bici viene presentata come la carta decisiva per la mobilità in un paese, la Germania, che già dispone di efficienti sistemi di trasporto pubblico, oltre ad una potentissima industria dell'auto.
Per rimanere in tema con le recenti retate di biciclette di cui l'Ammiraglio Bartolini addirittura si vanta nei comunicati del Comune: la sosta bici è in Germania permessa dappertutto ove non specificamente vietato con segnaletica limitata a pochissimi casi. In particolare sui marciapiedi è esplicitamente consentita lasciando libero un "corridoio" per pedoni e disabili generalmente di 90 cm. E' consentito e anzi incoraggiato legare le bici a pali, cartelli e simili, oltre ovviamente a schiere di rastrelliere ogni poche decine di metri.
A completare il quadro piste ciclabili praticamente in ogni strada, e nelle zone residenziali o commerciali rigorosi sensi unici "eccetto bici", moderazione del traffico, zone 30, ZTL di quartiere o isole ciclopedonali ...
Cari politici nostrani, caro Cioni, caro Bartolini, quando vi fate un giretto in Europa (o anche solo in qualche città emiliana) e ne tornate ispirati dagli esempi virtuosi?

Altri esempi, stimoli, modelli da imitare (e da vergognarsi non facendolo) sul vecchio articolo "il nostro agente all'Avana" (cliccare)