domenica 31 agosto 2008
(lettera tratta da "Il Firenze", commento di Valerio Parigi)
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La sballata equazione "bici = fonte di degrado", insinuata a volte con furbeschi distinguo, scaturisce soprattutto dai fatti: per es. le rimozioni selvagge, che spesso assomigliano a pulizie etniche.
Le reazioni infuriate di tanti cittadini per fortuna ci sono state e si sono fatte sentire. Vedi per es. la lettera pubblicata da Il Firenze sabato 30 agosto. 
Ad onor del vero non sono mancate neanche voci stridule e plaudenti il "rigore" anti-ciclistico (e anti-mendicanti o altri sub-umani). Vedi per es. alcuni commenti all'articolo "Pugno duro contro le biciclette", sul sito web cittadino del quotidiano La Repubblica.
L'abbinamento bici/mendicanti (= degrado) nelle persecuzioni cioniane è davvero interessante.
In bici ci va ogni genere di persone, spesso niente affatto disgraziati, per fortuna sempre di più, nonostante i tanti bastoni fra le ruote messi proprio dalla dirigenza dei Vigili e forse non solo.
Lasciamo i persecutori alla loro scarsa conoscenza sociologica: magari gli si potrebbe consigliare qualche corso serale, o semplicemente di frequentare scuole e università.
Per noi ciclisti essere accomunati a mendicanti, lavavetri o cani potrebbe essere un motivo di vanto: nel caso dei poveracci, come per le bici, si colpiscono finti bersagli sotto il comodo manto della "lotta al degrado" per nascondere i responsabili veri di tante devastazioni e danni alla vivibilità di Firenze: traffico e sosta selvaggia. Il noto giochetto dei capri espiatori.