giovedì 9 dicembre 2010

L'ampio reportage sulla bici in cronaca fiorentina de La Repubblica (7 dicembre) dà l'occasione all'Assessore Mattei di esprimersi con una sua replica riportata dalla giornalista Ilaria Ciuti l'8 dicembre.
Gli interessanti articoli da cui scaturisce la replica sono visibili in calce.
In sostanza Mattei ci dice di aspettare (è passato un anno e mezzo), di chiedere a lui e parlarne (prima di andare sui giornali), che hanno fatto una pista alle Piagge, che non sempre si può avere quel che si
vuole (per es. un semaforo a chiamata, qualche striscia bianca o rossa), etc.
Un fatto positivo c'è: "bisogna concertare con il consigliere delegato Gallo, la commissione
comunale ai trasporti, le associazioni ciclabili i progetti che gli
uffici della mobilità stanno studiando".
Verremo dunque consultati a monte (come per es. i commercianti) in casi come la tentata cancellazione della ciclabile di via Tornabuoni. E anche per i nuovi progetti, le modifiche alla viabilità con impatto sulla bici, le pedonalizzazioni o de-pedonalizzazioni etc. Lo prendiamo in parola e ci contiamo!
Non chiediamo la luna, semplicemente che vengano mantenuti gli impegni sottoscritti dal Sindaco sulla ciclabilità (vedi qui) e lo stesso programma di mandato.
I nostri lettori possono commentare quanto dice Mattei sul sito di Repubblica Firenze, basta un click:
http://firenze.repubblica.it/cronaca/2010/12/08/news/s_a_nuove_piste_ma_non_sappiamo_quando-9952611/
Nei prossimi giorni poi entreremo nel merito, su queste colonne, dei singoli punti di quanto dice l'assessore. Da Mattei attendiamo un cenno a breve scadenza per iniziare la "concertazione" che lui stesso propone e che finora non c'è stata. Noi la chiamiamo "partecipazione", ma conta la sostanza.
PS (10-12-2010)
Abbiamo richiesto un incontro all'assessore Mattei per avviare un tavolo di concertazione
Clicca sugli articoli del 7 dicembre per ingrandirli e leggerli
Trafiletti e i contributi di Nannucci e Livi Bacci:

Ilaria Ciuti:

L'opera del Duomo ...

B. Ferrara e la beffa

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I pericoli sparsi:

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