lunedì 17 gennaio 2011

Leggiamo con un certo interesse, ma anche qualche perplessità, la "riflessione sulle piste ciclabili" diffusa per email in questi giorni e riportata in calce.

In essa si propone di rinunciare alla costruzione di piste ciclabili, per motivi di  costo ed altri, e creare invece "strade ciclabili ad orario" estendendo la ZTL, con divieto alle auto in certe fasce temporali ed accesso ai residenti.
Si suggerisce anche che i soldi per le piste ciclabili  vadano invece destinati al risparmio energetico.

Anche se la proposta di "strade ciclabili" può avere alcune applicazioni essa non è un' alternativa ad una vera rete di piste ciclabili, che infatti:
  • sono il modo più efficace di spostare quote dall'auto alla bici, con beneficio per tutti
  • servono sulle direttrici di spostamento casa-lavoro, casa-scuola etc, non solo dentro o vicino alla ZTL
  • devono essere una vere rete non frammentata, che dia sicurezza e avvantaggi chi usa la bici
  • hanno costi modesti, minori di ogni altro intervento sulla mobilità, con effetti a breve
  • hanno efficacia massima di risparmio energetico e antiquinamento, anche qui a costi minimi
La proposta di "strade ciclabili" non del tutto chiuse al traffico diventa valida in quella che in Europa viene chiamata "moderazione del traffico" ed è da tempo un nostro cavallo di battaglia, senza però essere stati molto ascoltati: per es. finora ignorata la banale e dovuta circolazione bidirezionale bici nelle aree pedonali, invece che a senso unico.

Le "strade ciclabili" sono in ogni caso solo uno dei vari interventi per la moderazione del traffico; perchè essa abbia efficacia vanno appunto create zone, rioni o quartieri in cui strutturalmente il traffico auto diventa compatibile con la vivibilitá, non aggressivo verso pedoni, ciclisti, bambini etc.
Dubbia rimane comunque l'idea, suggerita nel messaggio diffuso, di rendere variabili orari e percorsi delle strade ciclabili, con estrema difficoltà ad evitare abusi generalizzati che si riscontrano per es. nella intera ZTL o nelle zone pedonali.

Una ampia illustrazione delle esperienze europee (e di qualche città italiana) può essere letta su questo sito nell'articolo:


09/11/2010  Zone 30 e "moderazione del traffico"

diffuse in tutta Europa, quasi sconosciute o ignorate in Italia e a Firenze






Testo del messaggio da noi ricevuto:

 - IL PIANETA -

Associazione per la tutela della Natura e dell’Ambiente, della Salute, del Patrimonio Storico  e  Paesaggistico. Rignano sull'Arno (Firenze)

COMUNICATO STAMPA 12.01.11
OGGETTO: UNA RIFLESSIONE SULLE PISTE CICLABILI E SUI COSTI

Leggendo delle ulteriori spese previste (450 mila euro ?) per i nuovi tratti delle piste ciclabili, torniamo ancora una volta ad invitare ad una riflessione e una riconsiderazione sul tema.

La nostra critica unisce la valutazione della qualità dell’aria (che si respira maggiormente in relazione alla attività fisica) connessa alla collocazione delle piste ciclabili in luoghi trafficati, alla loro percorribilità “ergonomica” in seno alla tipologia realizzativa costellata di interruzioni-deviazioni-promiscuità con pedoni e allungamento dei percorsi, alti costi –realizzativi e quindi manutentivi - e rigidità dei percorsi, necessità di sostituzione dei posti auto eliminati con costi aggiuntivi, ecc..

La nostra proposta crediamo possa assolvere ad un miglioramento generale in merito alle considerazioni negative citate, traendo dalla destinazione in fascia oraria di arterie stradali alle biciclette (mantenendo nei casi specifici la possibilità esclusiva ai residente di posteggiare) con la sola collocazione di cartellistica specifica.

Tali arterie libere da traffico potrebbero assolvere anche alla necessità occasionale importante di percorribilità per mezzi di emergenza pubblica spesso rallentati o bloccati nel traffico.

Si tratta in sostanza di creare strade ciclabili (in fascia oraria e con percorsi modificabili all’occorrenza spostando la cartellistica) come estensione della zona blu o ztl, senza sensibili spese ma con effettiva fruibilità per i ciclisti anche in senso sanitario.

Insistere sulle classiche piste, con costi e problemi relativi, specie in un momento di grave crisi economica dove il danaro sarebbe più opportuno dedicarlo ai risparmi energetici, appare un diabolico perseverare senza giungere ad un vero decollo delle potenzialità ciclistiche della città: un decollo che si ottiene rendendo veramente facile e gradevole, e non solo sicuro, l’uso della bicicletta anche su lunghi e medi percorsi.

Leonardo Mastragostino presidente IL PIANETA


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