venerdì 1 aprile 2011

Dopo la realizzazione della ciclabile di viale Michelangelo, essenzialmente destinata al tempo libero, arriva adesso la chiusura del "buco" che caratterizzava da molti anni la pista ciclabile di via Modigliani, all'Isolotto: un percorso di valore trasportistico e di spostamento quotidiano per l'intero quartiere.
Fra le note di rilievo: progettisti e Quartiere non si sono fatti fermare da qualche lamentela sui posti auto persi (una decina ...). Una delle più interessanti obiezioni sollevate è che il cordolo sarebbe pericoloso per le ambulanze che si volessero accostare alle case. E' esattamente il contrario: grave ostacolo sarebbe una fila ininterrotta di auto parcheggiate, mentre la ciclabile con cordolo garantisce una ottima accessibilità agli eventuali soccorsi.
Fin qui il dato positivo, che ci rallegra e ci fa almeno un pò ben
sperare: proiettarsi in avanti con nuove realizzazioni, sia ereditate
da progetti e appalti della precedente amministrazione (come questa) che da decisioni
di quella nuova.
Per il quartiere e per la mobilità cittadina in quella zona mancherebbe ancora il collegamento fra via Canova e la ciclabile di viale Talenti, forse di ancor maggiore peso trasportistico, essendo quest'ultima affiancata alla linea tramviaria e facilitando quindi l'uso intermodale tram+bici. Ma qui pare che il Quartiere si opponga, perchè il collegamento ciclabile "causerebbe intralcio al traffico". Forse sarebbe bene ricordare che le piste ciclabili si fanno, appunto, per spostare quote di mobilità fra la dannosa automobile e la virtuosa bicicletta, alleggerendo il traffico per tutti. La soluzione alternativa possibile, l'utilizzo di una striscia di terreno incolto, per ora si scontra con un ostacolo sulla titolarità del terreno stesso.

Da leggere anche il contributo del nostro socio Patrizio sulla vicenda, vedi qui:
Meglio tardi che mai
Altra priorità, forse ancora maggiore, è il ripristino/completamento dell'ossatura ciclabile in direzione del polo didattico Montagnola/ Sansovino, che richiediamo da quando i lavori per il tram l'hanno smantellata.
Concludiamo dunque con "un occhio che ride e uno che piange" (almeno per ora).