giovedì 22 gennaio 2004
La Repubblica, ieri, ha pubblicato nella prima pagina della cronaca locale la lettera di tal Filippo Mannucci, pedone ricoverato al CTO dopo essere stato investito da un ciclista sulla famigerata pista dei lungarni. La Nazione ha pubblicato la stessa lettera, anche se con qualche taglio. Anche noi abbiamo ripreso la notizia, ma abbiamo sospettato presto che la lettera fosse un'abile provocazione. Nel forum di FirenzeInBici qualcuno ha subito osservato che esiste un Filippo Mannucci cicloattivista. Battuta: "che si sia fatto investire apposta per dimostrare che la pista è pericolosa?". Inoltre la lettera sembrava esprimere il punto di vista di un ciclista, più che l'arrabbiatura del pedone investito. Nel pomeriggio abbiamo ricevuto un'email: l'estensore della lettera, contattato, ha ammesso che era tutta una provocazione. Abbiamo preso la cosa con cautela e corretto la notizia con la forma dubitativa ("pare che sia una provocazione"), perché non basta un'email per dire che i due principali quotidiani cittadini hanno preso una cantonata, pubblicando in prima pagina una notizia non verificata.
Oggi arriva la conferma da La Nazione e da La Repubblica: il signor Mannucci sta benone, è "solo" un ciclista arrabbiato che ha scritto una lettera non vera, ma molto verosimile, su quello che potrebbe accadere sulla pista dei lungarni. La Nazione dedica alla nuova pista un'intera pagina (la quarta di cronaca con ampio richiamo in prima). I giudizi non sono certo teneri, nei confronti della nuova pista ciclabile; il giornalista (Duccio Moschella) usa i toni dell'indignazione e dell'ironia per descrivere la sua "passeggiata" in bicicletta sui lungarni Cellini e Serristori.
La Nazione pubblica anche la risposta del sindaco, Leonardo Domenici, che esprime la sua arrabbiatura per il fatto che la lettera sia stata pubblicata dai quotidiani senza alcuna verifica. Alla lettera del sindaco risponde subito La Nazione. Su una cosa tutti concordano, sindaco compreso: l'episodio inventato da Mannucci non sarà vero, ma è indubbiamente verosimile!
La Repubblica dedica spazio alla smentita del sindaco con un breve articolo di taglio basso in prima di cronaca; il direttore della cronaca locale sintetizza la lettera del sindaco e presenta all'interessato ed ai lettori le scuse della redazione.
La lettera del sindaco Leonardo Domenici
Ieri la prima pagina di cronaca dei due più diffuso quotidiani della città riportava con evidenza la lettera di un pedone che raccontava di essere stato incestito sulla pista ciclabile del lungarno Cellini da un ciclista. L'inveto, che soteneva di scrivere dal sesto piano del CTO dove si trova ricoverato isnieme al suo investitore (l'uno con il femore e l'altro con la caviglia fratturati), raccontava in modo circostanziato come era avvenuto l'incidente. Il fatto è che tutto questo è stato ivnentato si sana pianta, una sorta di espediente retorico per mettere in evidenza la presunta pericolosità della suddetta pista ciclabile. Complimenti all'autore (lo dico senza ironia) per l'inventiva: faccio voti perché il suo femore rimanga per sempre integro, nonostante la latente pulsione autodistruttiva del possessore. Il problema è che la lettera è stata pubblicata da entrambi i quotidiani come "vera": ovvero, si è rappresentato come realmente accaduto un fatto assolutamente inventato. Mi chiedo come e perchè questo sia potuto accadere. Anzi, lo chiedo a chi ha pubblicato la lettera. Non faccio polemica né intendo impartire lezioni a nessuno: pongo una domanda punto e basta, sperando che possa servire a suscitare qualche riflessione. Non tanto sulle piste ciclabili (delle quali si continuerà giustamente a discutere a lungo), ma su come le informazioni vengano recepite, valutate e pubblicate. E sul possibile preconcetto che trasforma automaticamente un'informazione verosimile in una notizia vera. Anche quando non lo è.
La risposta di Marcello Mancini per La Nazione
Abbiamo sbagliato a pubblicare una lettera senza verificare l'autenticità del contenuto. Ma a nostra parziale giustificazione, nei confronti del lettori, dobbiamo dire che la e-mail che abbiamo ricevuto era corredata di indirizzo elettronico e quindi non si configurava come anonima. Tant'è che ieri il signor Filippo Mannucci, da noi cercato per approfondire il problema delle piste ciclabili sui marciapiedi, ci ha speigato la sua - vergognosa! - scelta di similare un grave incidente. Che del resto, se non è vero, è però molto verosimile. Continueremo a pubblicare lettere di chi solleva argomenti che riguardano tutta la città, usando maggiore attenzione. Però dovrebbe preoccupare il sindaco che un cittadino, per fargli sentire la sua voce, sia costretto ad inventarsi una storia del genere.