giovedì 22 novembre 2012

Prima il vicesindaco Nardella e poi l'assessore Mattei lanciano il bike sharing fiorentino. Non è il primo annuncio, anzi, deve trattarsi del terzo o quarto in 3 anni, ma forse questa è la volta buona, ne saremmo felici.
Con un capofila mediatico di rango come Parigi il bike sharing fa (anche) immagine. Ed era inserito fra i 100 punti in 100 giorni di Matteo Renzi. Ne sono passati oltre 1200, pare che adesso stia per uscire il bando comunale, che prevede 50 postazioni nel centro storico per 750 bici in totale. Il vicesindaco Nardella parla di "rivoluzione per la mobilità fiorentina". In ogni caso prima di vedere le bici negli stalli elettronici passerà del tempo, forse 1-2 anni.

Ove ben fatto (in Italia per es. quello di Milano, mentre disastrosi sono stati i casi di Roma e vari altri) può svolgere un ruolo positivo a vari livelli: strumento di intermodalità insieme al trasporto pubblico, servizio per utenti occasionali o sporadici, volano per allettare e poi spostare nuove quote di mobilità da auto o scooter alla bici.

Di sicuro per il suo avvio reale il bike sharing richiede adeguamenti della viabilità in ZTL, senza i quali si rischiano notizie negative e forse peggio. Si pensa che un ciclista occasionale, magari un turista, faccia 1800 metri per andare da p.za S. Marco a p.za Indipendenza (vedi) aggirando 70 metri di preferenziale? Si accorgerà che le zone pedonali fiorentine sono in gran parte a senso unico? Quando dalla stazione SMN si dirige verso il Duomo e si trova davanti un senso unico in via Cerretani (larga oltre 6 metri) non rimarrà smarrito o forse proseguirà, pensando che le cose funzionino come tutta Europa? Tutte cose richieste da anni per i ciclisti abituali e sistematicamente respinte senza motivi (o con invenzioni e cavilli da azzeccagarbugli) dai responsanbili della Mobilità

"Rivoluzione della mobilità": in un certo momento al massimo 750 persone (tante sono le bici) saranno in sella invece che su auto o scooter. Una quota minima per es. del traffico motorizzato in ZTL - che fra l'altro è in gran parte abusivo (permessi vari di amici e parenti etc). Anche il raffronto con i ciclisti abituali, circa 25-30.000 ogni giorno, ci da le dimensioni reali di quanto inciderà il sistema. Ben venga ma serve molto altro per ricondurre la mobilità fiorentina entro modelli europei e lontano da quelli da terzo mondo.

Sul tema ci eravamo già espressi, vedi qui.



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